• Associazione Giovanile No Profit
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L’Onda di Nico è un’associazione no profit nata nel 2018 in memoria di Nicolò. Un ragazzo, come tanti altri, giovane,  felice, amante della vita. Una vita che si è bruscamente interrotta a 17 anni per quel senso di onnipotenza che appartiene all’adolescente. Un’onda se l’è portato via.

Affinché questa onda possa trasformarsi in progetti vitali di promozione alla salute e di prevenzione di comportamenti a rischio, l’Associazione si propone  di promuovere azioni di prevenzione al disagio e alla riduzione del dannoazioni di promozione al benessere coinvolgendo  bambini,  adolescenti  e le loro famiglie, all’interno delle istituzioni scolastiche del territorio del quartiere QT8 e non solo.

Gruppo senior

Cos’è l’associazione 

L’associazione “l’onda di Nico” nasce da un gruppo di genitori di ragazzi adolescenti e operatori/volontari delle cooperative sociali. L’obiettivo della associazione è quella di promuovere fra gli adolescenti la percezione della pericolosità di alcuni comportamenti a rischio tipici nelle condotte giovanili 

Qualche presupposto teorico 

Un tempo, a quindici anni non si era adolescenti ma già giovani adulti. L’adolescenza è un’invenzione moderna, questa età inquieta in cui si è ancora economicamente dipendenti dalle figure familiari e s’intraprende un lungo percorso di preparazione scolastica al mondo del lavoro; e al tempo stesso si è già fisicamente cresciuti e psicologicamente pieni di aspirazioni, sogni e progetti che non sono più quelli infantili, il desiderio di esplorare il mondo è li, davanti a noi. E infine, e questo è il terzo ingrediente che fa saltare tutto, la dipendenza economica si unisce però a una disponibilità, a un benessere sconosciuti alle età passate della sussistenza economica. 

Questo adolescente è quindi uno strano soggetto, un individuo e un cittadino a metà, dipendente e indipendente, oggetto e agente, attore e comparsa. 

L’adolescenza è quindi destabilizzazione per eccellenza. La letteratura psicologica ha abbandonato la rappresentazione dell’adolescenza come condizione di disagio e sofferenze. La crisi adolescenziale non è l’unica e forse nemmeno la più importante nella vita di una persona. Il cambiamento e lo sviluppo –e quindi la destabilizzazione– non sono limitati al periodo iniziale della vita, ma riguardano tutta l’esistenza, dal momento che tutte le funzioni psichiche subiscono mutamenti incessanti lungo l’intero corso della vita. 

È vero che l’allargarsi delle libertà individuali e delle possibilità di realizzazione personale rende più problematica quest’età sospesa nella quale non si realizza ancora una vera e completa partecipazione sociale e gli scopi personali non sono ancora chiari e ben definiti. Accade quindi che per un adolescente l’impegno nello studio possa essere messo in atto per compiacere i genitori in una relazione di dipendenza, o possa essere lo strumento per raggiungere una maggiore autonomia attraverso il successo scolastico. Oppure che l’affermazione di sé possa realizzarsi attraverso comportamenti pericolosi e ad alto rischio, come l’uso di droghe, o con comportamenti socialmente utili, come l’impegno a favore degli altri. 

Lo studio dei comportamenti a rischio adolescenziali è recente e ha acquisito maturità scientifica solo dagli anni ottanta del secolo scorso, quando si è compreso come la maggior parte delle cause di malattia e di morte in quell’età dipendano da comportamenti a rischio. Comportamenti pericolosi per la salute come l’uso di sostanze, il comportamento sessuale precoce o rischioso, la guida pericolosa, il comportamento suicida e omicida, i disordini alimentari e la delinquenza. Questi comportamenti mettono in pericolo il benessere psicologico, sociale e fisico: l’attività sessuale precoce e non protetta che può portare a una gravidanza precoce, la guida pericolosa e il fumo di sigaretta. 

Tuttavia, questi comportamenti a rischio hanno un senso e una funzione. Questi comportamenti consentono al ragazzo o alla ragazza di mettere alla prova le proprie abilità e competenze, di mettere alla prova i livelli di autonomia e controllo raggiunti e di sperimentare nuovi stili di comportamento. L’assunzione del rischio e la sperimentazione aiutano gli adolescenti a raggiungere indipendenza, maturità e a costruire una propria identità. Tuttavia, tale assunzione di rischio può portare a mettere in atto comportamenti estremamente dannosi per la salute propria e altrui. 

Accanto alla necessità di mettersi alla prova, di saggiare le proprie forze, vi sono altri due fattori alla base dei comportamenti destabilizzanti dell’adolescenza: l’ottimismo irrealistico e la ricerca di sensazioni 

(sensation seeking). Il primo è una distorsione cognitiva che fa sottostimare all’adolescente il rischio che corre. Questa distorsione ha il suo senso, perché concorre a incoraggiare l’adolescente a mettersi alla prova. 

Insomma, l’adolescente è catapultato in una condizione nuova, sospeso tra i due estremi di una condizione perduta di certezza, l’infanzia, e una nuova di affascinante e terrificante incertezza, l’età adulta; tra gli agi e le sicurezze di quando era fanciullo, accudito dai genitori e dalle figure di riferimento, e la libertà e le nuove responsabilità della condizione adulta. I comportamenti, rischiosi e normali, messi in atto dai soggetti durante l’adolescenza hanno lo scopo di fornire una soluzione ai diversi compiti di sviluppo, che appaiono spesso indefiniti. Tra i comportamenti a rischio messi più frequentemente in atto oggi vi è l’utilizzo di stupefacenti, e in particolare di cannabis, che è la sostanza psicoattiva illegale maggiormente diffusa nel mondo. Uno dei luoghi comuni tra gli adolescenti è che la cannabis sia un prodotto pressoché innocuo, anche se ormai la sua pericolosità sia a breve che a lungo termine è stata accertata. Una destabilizzazione chimica, che ingannevolmente aiuta l’adolescente a sopportare la lunga attesa, la lunga anticamera che deve affrontare. Aiuto ingannevole, che anzi toglie armi mentali che saranno preziose nell’agognata età adulta successiva. 

Le finalità della associazione 

Promuovere una maggior consapevolezza sulla peculiarità e sull’ambivalenza dei comportamenti “estremi” adottati dai giovani. Trasferire competenze sulle modalità di assunzione di comportamenti che posso prevenire l’esposizione al rischio. 

Target 

Giovani in età compresa fra i 15 e i 18 anni e i loro genitori. 

Studenti delle scuole medie superiori e loro insegnati

Presentazione della Associazione

Le persone

L’11 agosto 2018 Nicolò, per molti Nico o Ninni, se ne è andato improvvisamente. La vita di chi è rimasto e lo conosceva è cambiata, per noi genitori e per i suoi amici un po’ anche fratelli.

Dopo l’immenso dolore e lo smarrimento, noi, gli amici, i conoscenti, gli insegnanti, abbiamo sposato con gioia il progetto di Monica e Roberto di far nascere l’Associazione l’Onda di Nico, sentendolo immediatamente anche un po’ nostro.

Ognuno di noi ha specifiche competenze – informatiche, di comunicazione, formazione, amministrative, psicologiche – che abbiamo deciso di mettere a disposizione di questo progetto.

Tutti insieme trasformeremo quell’Onda che si è portata via Nicolò e la faremo crescere attraverso progetti, idee, eventi, a partire dal QT8 di Milano, mirati alla prevenzione dei comportamenti a rischio dell’adolescenza e se riusciremo ad aiutare un solo ragazzo a fermarsi prima che sia troppo tardi, a trovare un luogo in cui essere accolti senza giudizio, a capire il significato più profondo della parola partecipazione, avremo trovato un senso e forse perdoneremo quell’Onda.

COME POSSIAMO AIUTARTI?

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    Monica FumagalliMonica Fumagalli – Presidente

    Fabrizio ManfrinFabrizio Manfrin – Vicepresidente

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    Roberto Mancin – Coordinatore Progetti

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    Raffaella Capritti – Responsabile Ufficio Stampa

    Giusi Telasca

    Giusi Telasca – Tesoriere

    Chiara Teora

    Chiara Teora – Sito Web e Social Media

    Sabina MalagoliSabina Malagoli – Event Manager

    Maria Luisa Giangaspro Maria Luisa Giangaspro – Referente Contatti Scuole

    Fabio Mascheroni

    Dr. Fabio Mascheroni – Psicologo

    Gabriella Vigo

    Gabriella Vigo – Referente contatti territoriali 

    Giulia Ilgrande

    Giulia Ilgrande – Referente Giuria Concorso Letterario

    Ginevra Birindwa

    Ginevra Birindwa – Referente Giuria Concorso Letterario

    Luca Ferrario

    Luca Ferrario – Referente Giuria Concorso Letterario

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